Echinocactus grusonii
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Descrizione del prodotto
L’Echinocactus grusonii, più conosciuto come Cuscino della suocera, è un cactus iconico, scultoreo e molto resistente. Lo si riconosce per la sua forma globulare quasi perfetta, le numerose costole pronunciate e le temibili spine dorate. Originario del Messico, molto resistente alla siccità, lo si può talvolta vedere nelle roccaglie esotiche della costa mediterranea al riparo dalle gelate. Altrove, il suo design è apprezzato in vaso, all'interno di ambienti luminosi.
L'Echinocactus grusonii, anche chiamato Kroenleinia grusonii, appartiene alla famiglia delle Cactaceae. Questa specie è originaria del centro-est del Messico, in particolare degli stati di Querétaro e Hidalgo, dove cresce su pendii rocciosi vulcanici a un'altitudine di circa 1.400 m. Purtroppo, oggi è considerata in pericolo critico di estinzione nel suo habitat naturale, principalmente a causa della raccolta eccessiva e della distruzione del suo ambiente. Questo cactus "cuscino della suocera" sviluppa un fusto carnoso globulare verde pallido, adornato da 21 a 37 costole pronunciate. Lungo queste costole si trovano areole lanose, da cui emergono robuste spine di un giallo dorato. Le spine radiali, in numero di 8-10 per areola, misurano circa 3 cm di lunghezza, mentre le spine centrali, generalmente da 3 a 5, possono raggiungere i 5 cm. A maturità, dopo diversi decenni, l'Echinocactus grusonii può raggiungere un'altezza di 60 cm e un diametro di circa 90 cm. La sua crescita è molto lenta, la pianta impiega spesso più di 20 anni per raggiungere le dimensioni adulte.
La fioritura è rarissima in interno, poiché le condizioni non sono adatte. Dove è possibile coltivarlo in piena terra, in un clima caldo e molto soleggiato, avviene in estate su esemplari anziani. Si presenta con fiori gialli a forma di coppa, di circa 5 cm di diametro, disposti a corona sulla sommità della pianta. I frutti che seguono sono sferici, leggermente allungati, di colore giallo-verdastro, ricoperti di una lanuggine bianca e contenenti semi marroni e lisci. L'apparato radicale dell'Echinocactus grusonii è composto da radici fibrose che si estendono principalmente in superficie; sono perfettamente adattate per assorbire rapidamente l'acqua delle rare piogge del suo habitat originario.
L’Echinocactus grusonii è molto sensibile al freddo e non tollera temperature inferiori a -5°C. Questo cactus può essere coltivato in piena terra solo nelle regioni con clima caldo e secco (zone di rusticità USDA 9 e 10). Altrove, è indispensabile coltivarlo in vaso, per poterlo riparare in inverno in una serra, una veranda o una stanza luminosa. Questa pianta richiede un terreno estremamente drenante, sabbioso o sassoso, e un'irrigazione molto moderata in estate, quasi assente in inverno. Esposto in pieno sole, esprime tutta la sua personalità e la crescita è ottimizzata. Gli potrai riservare un piccolo spazio nella tua collezione di cactus e piante grasse, dove la sua silhouette generosa e il suo aspetto bonario saranno valorizzati.
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Echinocactus grusonii in foto...
Fioritura
Fogliame
Porto
Botanici
Echinocactus
grusonii
Cactaceae
Kroenleinia grusonii
America del Nord
Piantagione e cura
L’Echinocactus grusonii è un cactus da esterno nei climi molto caldi e secchi, ma si adatta molto bene alla coltivazione in vaso, obbligatoria nelle regioni dove gela in inverno. Poco rustico (temperatura minima -5°C al secco), deve essere riparato in autunno, in un ambiente luminoso e aerato come una veranda, una serra o un interno ben esposto.
In vaso, utilizza un substrato molto drenante, composto da un mix di terriccio per cactus, sabbia grossolana e pozzolana. Un vaso in terracotta con un buon drenaggio è ideale per evitare l’eccesso di umidità. L’annaffiatura deve essere moderata in estate (ogni 2-3 settimane quando il substrato è asciutto in profondità) e quasi assente in inverno, periodo di riposo vegetativo.
Per il rinvaso, prevedi un vaso leggermente più grande ogni 3-4 anni, all’inizio della primavera. Un’esposizione in pieno sole è indispensabile per la sua crescita e uno sviluppo armonioso. Se coltivato in interno, posizionalo davanti a una finestra esposta a sud per ricevere la massima luce.
Infine, evita assolutamente l’umidità stagnante e il freddo, i suoi peggiori nemici, e potrà vivere per decenni in tutta serenità!
Quando piantare?
Per quale località?
Trattamenti
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La rusticità è la temperatura invernale più bassa che una pianta può sopportare senza subire gravi danni o addirittura morire. Tuttavia, la rusticità è influenzata dalla posizione (zona riparata, come un patio), dalla protezione (copertura invernale) e dal tipo di terreno (la rusticità è migliorata da un terreno ben drenato).
I periodi di semina indicati sul nostro sito web si riferiscono a Paesi e regioni all'interno della Zona USDA 8 (Francia, Regno Unito, Irlanda, Paesi Bassi).
Nelle zone più fredde (Scandinavia, Polonia, Austria...), ritardare le semine all'aperto di 3-4 settimane o seminare sotto vetro.
Nei climi più caldi (Italia, Spagna, Grecia, ecc.), anticipare la semina all'aperto di qualche settimana.
Il periodo di raccolta indicato sul nostro sito web si riferisce ai Paesi e alle regioni della zona USDA 8 (Francia, Inghilterra, Irlanda, Paesi Bassi).
Nelle zone più fredde (Scandinavia, Polonia, Austria...) la raccolta di frutta e verdura potrebbe essere ritardata di 3-4 settimane.
Nelle zone più calde (Italia, Spagna, Grecia, ecc.), la raccolta avverrà probabilmente prima, a seconda delle condizioni meteorologiche.
Il periodo di piantagione indicato sul nostro sito web si applica alle regioni situate nella zona 9a USDA (Pianura Padana e centro della penisola: Milano, Torino, Bologna, Firenze, Roma). Tale periodo puo’ variare a seconda del luogo di residenza:
- Nel nord-est e nelle Prealpi (Verona, Trento, Udine, Trieste, Aosta), ritardate la piantagione di 2-3 settimane in primavera e anticipatela di 2-3 settimane in autunno rispetto alle date indicate.
- Nelle Alpi e negli Appennini (Courmayeur, Bolzano, Cortina d'Ampezzo, L'Aquila), è preferibile piantare in tarda primavera (maggio-giugno), una volta scongiurato rischio di gelate tardive, oppure alla fine dell’estate (agosto), prima che le gelate precoci si verifichino già a settembre in alta quota.
Nei climi temperati, la potatura degli arbusti a fioritura primaverile (forsizia, spiree, ecc.) deve essere effettuata subito dopo la fioritura.
La potatura degli arbusti a fioritura estiva (lillà indiano, perovskia, ecc.) può essere effettuata in inverno o in primavera.
Nelle regioni fredde e con piante sensibili al gelo, evitate di potare troppo presto quando possono ancora verificarsi forti gelate.
Il periodo di fioritura indicato sul nostro sito web si riferisce alle regioni situate nella zona 9a USDA (Pianura Padana e centro della penisola: Milano, Torino, Bologna, Firenze, Roma).
Esso varia a seconda del luogo di residenza:
- Nel nord-est e nelle Prealpi (Verona, Trento, Udine, Trieste, Aosta), la fioritura sarà ritardata di 2-3 settimane rispetto alle date indicate, a causa della primavera più fresca e degli inverni più rigidi.
- Nelle Alpi e negli Appennini (Courmayeur, Bolzano, Cortina d'Ampezzo, L'Aquila), la fioritura sarà ritardata di 4-6 settimane. Avverrà principalmente tra giugno e agosto a seconda dell'altitudine.