Santoreggia montana
Santoreggia montana
Satureja montana
Santoreggia montana
Piccola santoreggia che forse diventerà ben viva. Grazie al team.
Nath44, 27/05/2026
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Descrizione del prodotto
La Santoreggia delle montagne, in latino Satureja montana fa parte delle 'erbe di Provenza'. È una pianta sia molto mellifera, aromatica, medicinale e condimentaria. Comune sui pendii calcarei del Midi dove forma un piccolo arbusto dall'aspetto modesto vestito di un piccolo fogliame scuro che scompare sotto una lunga fioritura bianca, primaverile a estiva. Molto a suo agio nei luoghi un po' aridi e assolati, la santoreggia trova il suo posto nell'orto come nel giardino ornamentale, in bordo al cespuglio o in giardino roccioso.
La Santoreggia delle montagne appartiene alla famiglia delle Lamiacee o delle Labiate, come il timo con cui è vicina. Questa specie è originaria dell'Europa meridionale, del Nord Africa (Algeria) e del Caucaso. In Francia, la si trova fino alle Alte Alpi, nell'Ain, in Lozère e in Gironda, sempre in luoghi rocciosi e molto soleggiati. La sua resistenza al freddo è eccellente (fino a -15°C almeno), ma in suoli molto ben drenati. Tollerà anche bene gli estati secche (un po' meno del timo comune però). Il suo fogliame persiste in inverno.
Si tratta di una pianta perenne con base legnosa le cui ramificazioni, erette e ramificate, formano un >cuscino globalmente espanso e arrotondato, piuttosto regolare, di circa 30-40 cm in tutte le direzioni. Le cime pelose e di sezione quadrata portano piccole foglie opposte, coriacee e lucide, lineari, di 1 cm di lunghezza, di un verde scuro, molto profumate al tocco, con un aroma leggermente pepato. La fioritura avviene generalmente da maggio a luglio >nel sud della Francia, ma da luglio a ottobre più a nord. All'estremità dei rami si sviluppano infiorescenze a verticilli o mazzetti di 7 fiori bianchi a 2 labbra, di meno di 1 cm di diametro, molto visitati dalle api. Il miele di santoreggia delle montagne, raro, ha un sapore delizioso, molto più fine di quello del miele di lavanda. Fuori dalle sue regioni predilette, la santoreggia delle montagne invecchia piuttosto male: vi consigliamo di rinnovare le vostre piantagioni ogni 5 anni.
La satureja montana si coltiva come il timo, la lavanda, il rosmarino e la maggiorana con cui si può perfettamente associare su un pendio arido o in un piccolo giardino roccioso molto soleggiato. La coltivazione in vaso è possibile >in un terriccio morbido e molto ben drenato. Si può sistemare il bordo di un vialetto ghiaioso alternando ad esempio piante di santoreggia con diversi timi (Thymus capitata, ciliatus, herba-barona), il camedrio comune (Teucrium chamaedrys), piccole piante grasse, santoline... Una potatura all'anno, a settembre, sarà sufficiente a mantenerla ben ordinata. Uno dei fascini di questo tipo di allestimenti risiede nei profumi che diffondono tutte queste piante dopo una giornata calda: si sposano in un profumo complesso da gustare ad occhi chiusi: intenso, coinvolgente, indimenticabile, costituisce la quintessenza della campagna mediterranea.
In cucina: le foglie della Santoreggia delle montagne si raccolgono al mattino. Attendete che la pianta abbia almeno un anno. Per la conservazione, raccogliete le foglie all'inizio della fioritura e fattele asciugare per mantenere intatto il sapore. Servono a profumare insalate, salse, stufati, legumi e grigliate. L'olio essenziale di Satureja montana contenuto nelle foglie possiede virtù antisettiche, stimolanti e digestive. L'olio essenziale di santoreggia delle montagne è uno dei più potenti utilizzati in aromaterapia: si usa sotto controllo professionale poiché le controindicazioni sono numerose.
Nell'orto o in giardino, la Santoreggia delle montagne allontana i pidocchi. Si abbina bene con piselli, fagioli e fave che protegge dagli insetti. Ma allontanatela dalle salvie, rutabaga e ravanelli.
Suggerimento : Contro i pidocchi, associate la Santoreggia al basilico vicino alle piante sensibili.
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Santoreggia montana in foto...
Fioritura
Fogliame
Porto
Botanici
Satureja
montana
Lamiaceae
Santoreggia montana
Mediterraneo
Piantagione e cura
Quando piantare?
Per quale località?
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La rusticità è la temperatura invernale più bassa che una pianta può sopportare senza subire gravi danni o addirittura morire. Tuttavia, la rusticità è influenzata dalla posizione (zona riparata, come un patio), dalla protezione (copertura invernale) e dal tipo di terreno (la rusticità è migliorata da un terreno ben drenato).
I periodi di semina indicati sul nostro sito web si riferiscono a Paesi e regioni all'interno della Zona USDA 8 (Francia, Regno Unito, Irlanda, Paesi Bassi).
Nelle zone più fredde (Scandinavia, Polonia, Austria...), ritardare le semine all'aperto di 3-4 settimane o seminare sotto vetro.
Nei climi più caldi (Italia, Spagna, Grecia, ecc.), anticipare la semina all'aperto di qualche settimana.
Il periodo di raccolta indicato sul nostro sito web si riferisce ai Paesi e alle regioni della zona USDA 8 (Francia, Inghilterra, Irlanda, Paesi Bassi).
Nelle zone più fredde (Scandinavia, Polonia, Austria...) la raccolta di frutta e verdura potrebbe essere ritardata di 3-4 settimane.
Nelle zone più calde (Italia, Spagna, Grecia, ecc.), la raccolta avverrà probabilmente prima, a seconda delle condizioni meteorologiche.
Il periodo di piantagione indicato sul nostro sito web si applica alle regioni situate nella zona 9a USDA (Pianura Padana e centro della penisola: Milano, Torino, Bologna, Firenze, Roma). Tale periodo puo’ variare a seconda del luogo di residenza:
- Nel nord-est e nelle Prealpi (Verona, Trento, Udine, Trieste, Aosta), ritardate la piantagione di 2-3 settimane in primavera e anticipatela di 2-3 settimane in autunno rispetto alle date indicate.
- Nelle Alpi e negli Appennini (Courmayeur, Bolzano, Cortina d'Ampezzo, L'Aquila), è preferibile piantare in tarda primavera (maggio-giugno), una volta scongiurato rischio di gelate tardive, oppure alla fine dell’estate (agosto), prima che le gelate precoci si verifichino già a settembre in alta quota.
Nei climi temperati, la potatura degli arbusti a fioritura primaverile (forsizia, spiree, ecc.) deve essere effettuata subito dopo la fioritura.
La potatura degli arbusti a fioritura estiva (lillà indiano, perovskia, ecc.) può essere effettuata in inverno o in primavera.
Nelle regioni fredde e con piante sensibili al gelo, evitate di potare troppo presto quando possono ancora verificarsi forti gelate.
Il periodo di fioritura indicato sul nostro sito web si riferisce alle regioni situate nella zona 9a USDA (Pianura Padana e centro della penisola: Milano, Torino, Bologna, Firenze, Roma).
Esso varia a seconda del luogo di residenza:
- Nel nord-est e nelle Prealpi (Verona, Trento, Udine, Trieste, Aosta), la fioritura sarà ritardata di 2-3 settimane rispetto alle date indicate, a causa della primavera più fresca e degli inverni più rigidi.
- Nelle Alpi e negli Appennini (Courmayeur, Bolzano, Cortina d'Ampezzo, L'Aquila), la fioritura sarà ritardata di 4-6 settimane. Avverrà principalmente tra giugno e agosto a seconda dell'altitudine.
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